Tra le mille cose che l'informatica ha di brutto, che qui non è il caso di narrare, di certo applicato alla fotografia ha reso le cose più sincretiche. Si pensa con lo sguardo si scatta e l'immagine a monitor, poi, consente di accorciare in modo drastico la filiera che una volta era l'era dell'argento, fatto del rito della camera oscura. E tutto si concentra sul lato creativo, mai abbastanza di questi tempi troppo e troppo veloci, in una maniera impensabile in era analogica. E qui PTE è semplicemente impareggiabile. Un'idea, pure approssimativa di quello che si vuole, poi, caricate le slides e, a volte, con musica, ecco che il fantasma prende forma. Certo non proprio subito, ma dopo qualche progetto l'idea abbozzata all'inizio incomincia a vedersi definitivamente. Peccato che i programmatori si ostinano, ancora, a non prevedere la stampa, come story borad, del progetto e di tutti i progetti che uno costruisce. A volte lontano dal computer, e con lo story board cartaceo in mano, si può continuare a lavorare a limare e togliere il superfluo o aggiungere altro senza stare seduti davanti al computer.
From south Italy
By Michele fotografo